Geotermia e vulcanologia

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Il binomio geotermia-vulcani è un binomio molto forte. Il 90% dei campi geotermici di alta temperatura è infatti localizzato in aree  caratterizzate da vulcanismo attivo o recente. Il motore della formazione di estesi sistemi geotermici in aree vulcaniche è rappresentato dalle camere magmatiche che alimentano i vulcani stessi. Queste, ed i corpi intrusivi ad esse associati, ospitano magmi a temperatura elevata, 800-1200 °C,  che generano  anomalie termiche superficiali (1-5 km) che riscaldano i fluidi per lo più meteorici presenti nelle falde superficiali e profonde, dando origine ai sistemi idrotermali che caratterizzano quasi tutti i vulcani. Oltre alla energia termica i sistemi di alimentazione dei vulcani trasferiscono alla crosta che li contiene anche grandi quantità di fluidi magmatici, gas e vapore acqueo, attraverso i processi di degassamento dei magmi stoccati. Questi  contribuiscono alla formazione ed alla alimentazione dei sistemi idrotermali-magmatici o geotermici. 

Le interrelazioni tra vulcanismo ed attività umane sono spesso negative; il rischio vulcanico ed il rischio sismico sono sempre in agguato sui vulcani attivi e hanno da sempre condizionato lo sviluppo delle attività umane. D'altra parte la bellezza dei vulcani, la fertilità delle terre e la posizione spesso fa si che le aree vulcaniche siano densamente popolate. L'energia geotermica rappresenta uno dei lati positivi dei vulcani favorendo lo sviluppo delle attività umane, basta pensare al termalismo, al turismo ed alla utilizzazione della energia dei vulcani per produzione di elettricità e calore. Le tecnologie oggi esistenti ed in sviluppo consentono oggi di incrementare l'utilizzazione della geotermia in aree vulcaniche e questo appare di particolare interesse per i paesi privi di altre risorse energetiche, paesi emergenti ed in via di sviluppo.

 

L’esempio di Ischia

L’applicazione integrata di tecniche analitiche come lo studio di inclusioni silicatiche e fluide, studi petrografici e mineralogici,  geochimica degli isotopi stabili su rocce di origine  magmatica  di Ischia ha permesso la definizione chimico-fisica  del sistema magmatico superficiale e del sistema idrotermale attivo ad esso associato. 

Il motore del sistema idrotermale è stato identificato nel sistema magmatico superficiale (profondità circa 2 km) caratterizzato da  fusi trachitici ad alta temperatura (1000°C). Il sistema idrotermale, ancora attivo,  si sviluppa all’interno dei depositi ignimbritici intracalderici e nelle porzioni perferiche dei corpi subvulcanici a profondità di circa 1km.

Le paragenesi mineralogiche secondarie dei campioni  analizzati indicano un sistema geotermico di alta temperatura dominato da acqua di mare.